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SPECIALE PRIVACY: GDPR 2016-679 E D.LGS 101/2018

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Il 25 Maggio 2018 è entrato in vigore il Regolamento Europeo 2016/679 il quale ha introdotto un nuovo modello organizzativo nell'ambito della gestione del trattamento dei dati personali.

In particolare per le Pubbliche amministrazioni ci troviamo di fronte ad un nuovo sistema di protezione dati, fondato sul principio della Responsabilizzazione (accountability).

La normativa infatti prevede i seguenti adempimenti obbligatori:

1. Mappatura dei trattamenti dei dati;

2. Analisi del Rischio;

3. Valutazione del rischio (DPIA);

4. Definizione, attuazione e monitoraggio delle misure tecniche ed organizzative per ogni Titolare

5. ndividuazione e Nomine delle nuove figure richiamate nel Regolamento: DPO

6. Data Protection Officer (Per le PA è consigliabile mantenere tale incarico esterno dall'ente); Responsabili esterni, designati;

Il 19 Settembre 2018 è entrato in vigore il Decreto legislativo di adeguamento della normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali e per la precisione il d.lgs. n. 101 del 10 agosto 2018 pubblicato il 4 settembre sulla G.U. n. 205.

Il d.lgs. n. 101/18 ha provveduto ad abrogare le disposizioni del d.lgs. .196/2003 non più compatibili con il GDPR introducendone nuove. Il testo del Decreto Italiano (n. 101/2018) presenta interessanti risvolti, seppur ribadendo tutti i principi espressi in precedenza dal Regolamento.

Logos PA è una Fondazione di partecipazione pubblico supporto per le pubbliche amministrazioni alle quali offre le proprie risorse e professionalità, in particolare, segue le Pubbliche Amministrazioni proponendosi quale struttura di supporto con l'obiettivo di accompagnare gli Enti Pubblici attraverso la profonda fase di trasformazione normativa, organizzativa e gestionale che, in particolar modo negli ultimi anni, si trovano ad affrontare. Da ciò nasce l'esigenza di rispondere alle nuove necessità garantire la creazione di nuove professionalità e la specializzazione di quelle già esistenti, la diffusione di un know - how manageriale proponendo al tempo stesso soluzioni integrate e personalizzate che co una gestione efficiente dell'Ente.

Di seguito alcuni materiali di approfondimento:

- Regolamento UE 2016/679

- Guida all´applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali

- D.Lgs 101/2018 - "Codice in materia di protezione dei dati personali" - Testo coordinato

- D.LGS 101/2018 - approfondimento Fondazione Logos PA

- Istruzioni del Garante privacy sul registro dei trattamenti

Consulta le proposte della Fondazione Logos PA:

- Supporto alla compliance normativa in materia di privacy e assunzione del ruolo di Responsabile della Protezione dei Dati

- Supporto alla compliance normativa in materia di privacy personali

Per maggiori informaizoni scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure telefona al numero 06/32110514

15-10-2018 IMPOSTA DI BOLLO SUI DOCUMENTI PRODOTTI NELL’AMBITO DEI CONTRATTI PUBBLICI

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L'Agenzia delle Entrate con interpello n.35 del 12 ottobre 2018 fornisce chiarimenti in marito all'applicazione dell'imposta di bollo sui documenti prodotti nell'ambito dei contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture.

In particolare, il D.Lgs. n. 56/2017 stabilisce che costituiscono parte integrante del contratto d'appalto per lavori e servizi sia i capitolati sia il computo estimativo metrico, con particolare attenzione ai capitolati, in ragione del fatto che disciplinano aspetti particolari del contratto, possono essere ricondotti alle tipologie di cui all'art. 2, della tariffa, parte prima, allegata al decreto Iva. Per tale ragione su tali documenti va applicata l'imposta di bollo di euro 16,00 per ogni foglio. Circa il computo metrico estimativo, già con la risoluzione n. 97 del 2002 l'Agenzia delle Entrate aveva chiarito che i computi metrici costituiscono parte integrante del contratto e devono essere richiamati in esso. Il computo metrico rientra nella categoria di atti individuati dall'art. 28 della tariffa, parte seconda, del decreto Iva. Per tale motivo l'imposta di bollo è dovuta in caso d'uso nella misura di euro 1,00 per ogni foglio ovvero esemplare.

Con il quesito, viene chiesto o di conoscere il trattamento fiscale da riservare, ai fini dell'imposta di bollo, alle istanze/dichiarazione di partecipazione ad una procedura di evidenza pubblica, le istanze/dichiarazioni di partecipazione alla procedura di gara sono soggette all'imposta di bollo nella misura di euro 16,00 per ciascun foglio, in virtù di quanto stabilito dall'art. 3, comma 1, della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. n. 642/1972.

AGENZIA DELLE ENTRATE, INTERPELLO, 12 OTTOBRE 2018

15-10-2018 FONDO PER LE DEMOLIZIONI DELLE OPERE ABUSIVE COSTITUISCE UNA FORMA DI INDEBITAMENTO?

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La Corte dei Conti Campania, con deliberazione n.100 del 1 agosto 2018 si è espressa in merito alla richiesta di parere da parte di un Sindaco, in merito alla interpretazione dell'art. 32, comma 12 del d.l. n. 269/2003, convertito dalla legge n. 326/2003, in particolare chiede di sapere se l'attivazione del fondo rotativo presso la cassa depositi e Prestiti di cui all'art. 32, comma 12 del d.l. n. 269/2003, convertito dalla l n. 326/2003 al fine di garantire copertura e spesa alle demolizioni giudiziali (R.E.S.A.) e amministrative può qualificarsi come "partita di giro", non rientrante, in quanto tale, tra le forme di indebitamento previste, con conseguente sua irrilevanza sugli equilibri finanziari ed economici presenti e futuri del un comune.

I Giudici, osservano che le risorse che provengono dal "Fondo per le demolizioni delle opere abusive", benché finalizzate a concedere ai Comuni anticipazioni, senza interessi, per finanziare i costi relativi agli interventi di demolizione delle opere abusive, non possono essere considerate alla stregua di "trasferimenti di capitale da altri enti del settore pubblico" poiché si tratta di un finanziamento avente una specifica destinazione, con obbligo irrevocabile di restituzione.

La natura di anticipazione e l'obbligo di restituzione, sia pure in assenza di interessi, implica che le somme del "Fondo per le demolizioni delle opere abusive" erogate dalla Cassa depositi e prestiti s.p.a. costituiscono una vera e propria forma di indebitamento. a natura di anticipazione e l'obbligo di restituzione, sia pure in assenza di interessi, implica, comunque, che le somme del "Fondo per le demolizioni delle opere abusive" erogate dalla Cassa depositi e prestiti s.p.a. rientrino fra le forme di indebitamento di cui all'art. 202 del T.U. n. 267 del 2000.

CORTE DEI CONTI, DELIBERAZIONE N.100, 1 AGOSTO 2018

15-10-2018 MIT: ONLINE L'ADDENDUM PER ACCEDERE ALLE RISORSE SUL TRASPORTO RAPIDO DI MASSA

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L'Anci, informa che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha diffuso l'Addendum all'Avviso per la presentazione istanze per l'accesso alle risorse per il trasporto rapido di massa, rifinanziando il Fondo previsto dalla Legge n. 232/2016, all'art. 1, comma 140.

Il 29 ottobre p.v., per le amministrazioni che intendono partecipare presentando le istanze di finanziamento entro la prima scadenza del 31 dicembre 2018, è stata organizzata una giornata informativa, presso la sala Emiciclo della sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di Via Giuseppe Caraci 36, Roma, dalle ore 10:00.

Obiettivo dell'incontro è quello di supportare i proponenti nell'attività di preparazione del fascicolo costituente l'istanza di finanziamento e di fornire un'attività specifica di consulenza. Le Amministrazioni che intendono intervenire alla giornata informativa,sono tenute a segnalare la propria partecipazione entro il prossimo 24 ottobre all'indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

ANCI, COMUNICATO, 12 OTTOBRE 2018

12-10-2018 PERMESSO DI COSTRUIRE: E' ONERE DELLA P.A. ACCERTARE LA LEGITTIMAZIONE A CHIEDERE IL TITOLO EDILIZIO

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, con sentenza n. 924 del 28 settembre 2018 si è pronunicato in merito alla richiesta annullamento del permesso di costruire nella parte in cui era stata concessa ad una società controinteressata la costruzione, a seguito di richiesta di variante, di un muro e di un cancello che interesserebbero, inglobandola, un'area di circa dieci metri quadrati di proprietà della ricorrente stessa.

L'area di proprietà della esponente, che sarebbe stata "invasa" qualora la società titolare del permesso avesse proceduto all'esecuzione dei lavori assentiti, riguardava lo slargo posto all'ingresso del campeggio ed utilizzato per manovra e passaggio degli autoveicoli.

Secondo la ricorrente, il Comune avrebbe dovuto sospendere i lavori per ciò che attiene la costruzione riguardante l'area di sua proprietà, per poi provvedere all'annullamento del titolo.

In particolare, la ricorrente lamenta che l'Amministrazione comunale, nel rilasciare alla controinteressata il titolo edificatorio, abbia omesso di verificare l'effettiva disponibilità, in capo a quest'ultima, delle aree interessate dall'attività di trasformazione.

Il Tar, richiama onsolidati principi elaborati dalla giurisprudenza secfondo cui:

- premesso che ai sensi dell'art. 11, comma 1, del T.U. edilizia di cui al D.P.R. 380/2001, il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell'immobile o a chi abbia titolo per richiederlo, la legittimazione attiva a chiedere il rilascio di un titolo abilitativo edilizio si configura in capo non solo al proprietario del terreno, ma pure al soggetto titolare di altro diritto di godimento del fondo, che lo autorizzi a disporne al riguardo,

- vi è l'onere dela PA di accertare che l'istante sia il proprietario dell'immobile oggetto dell'intervento costruttivo o che, comunque, ne abbia un titolo di disponibilità sufficiente per eseguire l'attività edificatoria.

Inoltre, la recente giurisprudenza del Consiglio di Stato è allineata nel senso che l'Amministrazione, quando venga a conoscenza dell'esistenza di contestazioni sul diritto del richiedente il titolo abilitativo, debba compiere le necessarie indagini istruttorie per verificare la fondatezza delle contestazioni, senza però sostituirsi a valutazioni squisitamente civilistiche.

Nella fatispecie, il Comune ha omesso anche il minimo controllo sulla legittimazione dei richiedenti la concessione edilizia a disporre, in virtù di un titolo, dell'intera area.

TAR, SENTENZA N.924, 28 SETTEMBRE 2018

12-10-2018 LINEE GUIDA MIUR: INTERVENTI DI ADEGUAMENTO ANTISISMICO DELLE STRUTTURE SCOLASTICHE

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L'Anci, con comunicato del 12 ottobre 2018 ha diffuso le Linee Guida Miur rivolte ai Comuni concernenti gli interventi di adeguamento strutturale antisimico degli edifici scolastici, finanziati con decreto del MIUR 21 dicembre 2017, n.1007.

Con tali Linee Guida vengono fornite indicazioni per l'esecuzione dei lavori e per l'avvio delle liquidazioni degli interventi sulla base degli stati di avanzamento. L'accreditamento da parte dei Comuni beneficiari potrà avvenire dall'8 al 31 ottobre attraverso il portale del MIUR, nella parte dedicata all' edilizia scolastica. Inoltre, il 31 ottobre prossimo è anche il termine individuato per la richiesta di anticipazione in caso di mancata richiesta entro il termine, si dovrà attendere l'avvio dei lavori per richiedere le somme sulla base dei regolari stati di avanzamento dei medesimi.

Le linee guida forniscono anche le indicazioni relative alle modifiche dei progetti ammessi a finanziamento, alle modalità di caricamento delle informazioni e monitoraggio degli interventi ai fini dell'erogazione del finanziamento, alle modalità di erogazione dei contributi, alle spese ammissibili, a varianti e revoca del finanziamento.

ANCI, COMUNICATO, 12 OTTOBRE 2018

12-10-2018 CARICHE POLITICHE E INCARICHI DIRIGENZIALI: CONFLITTO DI INTERESSI

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, con sentenza n. 1454 del 30 luglio 2018, si è pronunciato sull'attribuzione degli incarichi dirigenziali a ex componenti di Consiglio comunale o Giunta. In riferimento al caso di specie, i Giudici, richiamano l'art. 7 comma 2 del D.lgs. 39 dell'8 aprile 2013, secondo cui gli incarichi dirigenziali presso le Amministrazioni di una Provincia, di un Comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra Comuni avente la medesima popolazione non possono essere conferiti a coloro che, nell'anno precedente, abbiano fatto parte della Giunta o del Consiglio di una Provincia, di un Comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti nella stessa Regione dell'Amministrazione locale che conferisce l'incarico.

Ratio di tale disposizione normativa risiede nell'esigenza di mantenere, anche all'interno del territorio della medesima regione, una netta separazione tra gli incarichi di natura politica e quelli prettamente gestionali, propri degli incarichi dirigenziali. Ciò al fine di prevenire e contrastare fenomeni corruttivi e conflitti di interesse, salvaguardando l'esercizio imparziale delle funzioni pubbliche.

La disposizione assolve, dunque, allo scopo di evitare che un soggetto approfitti della propria posizione per ottenere un'altra carica e di garantire la massima imparzialità e l'assenza di una situazione, anche potenziale, di conflitto di interesse in capo a coloro che ricoprono o saranno chiamati a ricoprire incarichi amministrativi.

L'inconferibilità comporta un'esclusione dal conferimento dell'incarico non permanente, ma solo temporanea. La legge in tal modo intende impedire che un soggetto, che si trovi in una posizione tale da comprometterne l'imparzialità, acceda all'incarico senza soluzione di continuità; perché egli possa accedere all'incarico nella P.A. è necessario, quindi, un congruo "periodo di raffreddamento", che garantisca la condizione di imparzialità all'incarico.

Trattasi, quindi, di una misura generale a carattere preventivo, volta ad evitare potenziali forme di conflitto d'interesse, al fine di evitare che fra tali soggetti possa configurarsi una eccessiva contiguità, che impedisca il raggiungimento degli obiettivi dell'efficienza e dell'efficacia dell'azione amministrativa, che costituiscono il cardine dell'organizzazione e dell'attività della pubblica amministrazione.

TAR, SENTENZA N.1454, 30 LUGLIO 2018

11-10-2018 PRIVACY: ISTRUZIONI DEL GARANTE PRIVACY SUL REGISTRO DEI TRATTAMENTI

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Il Garante per la protezione dei dati personali, con comunicato dell'8 ottobre 2018 ha diffuso le istruzioni per la predisposizione del "Registro dei trattamenti", previsto dal Regolamento (EU) n. 679/2016.

Tale Registro, che deve essere predisposto dal titolare e del responsabile del trattamento contiene le principali informazioni relative alle operazioni di trattamento svolte. L'obbligo di redigere il Registro costituisce uno dei principali elementi di accountability, corollario del GDPR UE, in quanto rappresenta uno strumento idoneo a fornire un quadro aggiornato dei trattamenti in essere all'interno della struttura.

Nelle FAQ del Garante, vengono inoltre indicate quali informazioni deve contenere il Registro e le modalità per la sua conservazione e il suo aggiornamento.

GARANTE PRIVACY, COMUNICATO, 8 OTTOBRE 2018

11-10-2018 FRUIZIONE DI PERMESSI PER FRAZIONI DI ORA

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L'Aran - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni - con orientamento del 9 ottobre 2018 si è espressa in ordine ad un quesito posto da un Ente, circa la possibilità di fruire per frazioni di ora le 18 ore annuali di permesso per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici ai sensi dell'art. 35 nuovo CCNL Funzioni Locali.

L'Agenzia, in riferimento alla fattispecie illustrata, osserva che in quanto il citato art. 35 riconosce la fruibilità dei permessi in oggetto sia su base giornaliera sia su base oraria, in mancanza di un espresso divieto ritiene che tali permessi, possano essere fruiti anche per frazioni inferiori alla singola ora, con imputazione al monte ore annuale delle 18 ore. Inoltre, precisa l'Aran che è sempre possibile, in ogni caso, l'utilizzo per periodi composti da un'ora o da un numero intero di ore, seguiti da frazioni di ora, es. un'ora e 15 minuti.

ARAN, ORIENTAMENTO, 9 OTTOBRE 2018