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12-12-2018 SUSSISTENZA DI UN RAPPORTO DI PUBBLICO IMPIEGO: NON È SUFFICIENTE LA QUALIFICAZIONE FORMALE

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Il Consiglio di Stato, con sentenza n.5646 del 2 ottobre 2018 si è pronunciato in merito ad un ricorso presentato da una ex collaboratrice di un Comune al fine di vedere riconosciuta in termini retributivi, previdenziali e assistenziali, la sussistenza di un rapporto di pubblico impiego, in conseguenza dell'attività prestata, quale assistente sociale, in forza di reiterate Convenzioni sottoscritte tra le parti.

I Giudici, richiamano un consolodato orientamento giurisprudenziale in base al quale indici rivelatori della presenza di un rapporto di pubblico impiego sono:

- un'attività svolta in modo continuativo per un apprezzabile lasso temporale;

- un compenso mensile e predeterminato;

- un servizio prestato in orario e giorni predeterminati;

- il riconoscimento implicito per le modalità di svolgimento del servizio che si tratti di lavoro subordinato: vincolo di subordinazione gerarchica, mansioni corrispondenti a quelle della qualifica rivendicata, evidenziate da ordini di servizio, inserimento stabile nell'organizzazione dell'ente;

- l'esclusività della prestazione lavorativa.

Nella fattispecie, non è stata fornita adeguata prova della sussistenza di tali indici, non essendo sufficienti a tal fine, gli ulteriori elementi non considerati dal giudice di prime cure a cui si è fatto riferimento nell'atto d'appello. Questi ultimi, tuttavia, non risultano idonei a dimostrare l'esclusività della prestazione lavorativa, l'esistenza in concreto di un effettivo vincolo di subordinazione gerarchica, la corrispondenza delle mansioni svolte a quelle della qualifica di cui si rivendica il trattamento retributivo.

Infine concludono i Giudici, nessun elemento a sostegno della tesi dell'appellante può trarsi dalla deliberazione consiliare, con la quale il Comune aveva riconosciuto che l'attività svolta avesse le caratteristiche di un rapporto di pubblico impiego, sia perché la configurabilità di un tale rapporto non dipende da come l'amministrazione l'abbia formalmente qualificato, ma dai suoi contenuti sostanziali e perché comunque l'atto è stato annullato dall'organo di controllo.

CDS, SENTENZA N.5646, 2 OTTOBRE 2018

12-12-2018 RIMBORSO SPESE LEGALI: NON SUSSISTE QUALORA IL DIPENDENTE NOMINI UNILATERALMENTE UN LEGALE DI FIDUCIA

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La Corte di Cassazione, con sentenza n.31324 del 4 dicembre 2018 si è pronunciata in materia di oneri di assistenza legale, nella fattispecie, la Suprema Corte, osserva che in materia di oneri di assistenza legale in conseguenza di fatti commessi in

ragione dell'espletamento del servizio e dell'adempimento di obblighi di ufficio da parte del pubblico dipendente, deve essere escluso che in capo al dipendente sussista un diritto incondizionato ed assoluto al rimborso, da parte dell'Amministrazione pubblica, delle spese necessarie per assicurare la difesa legale, ciò in ragione della specificità e della diversità delle normative del Settore del Lavoro pubblico.

La disciplina prevista dall'art. 28 del c.c.n.l. 14 settembre 2000 per i dipendenti del comparto delle Regioni e delle Autonomie locali, va interpretata nel senso che l'obbligo del datore di lavoro avente a oggetto l'assunzione diretta degli oneri di difesa fin dall'inizio del procedimento, con la nomina di un difensore di comune gradimento, non può ritenersi sussistente qualora il dipendente abbia unilateralmente provveduto alla scelta e alla nomina del legale di fiducia, senza la previa comunicazione all'amministrazione stessa, o qualora, si sia limitato a comunicare all'ente la nomina già effettuata.

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA N.31324, 4 DICEMBRE 2018

12-12-2018 APPROVAZIONE DEFINITIVA DELL’AGGIORNAMENTO 2018 AL PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE

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Con delibera n.1074 del 21 novembre 2018 l'Anac ha approvato in via definitiva l'Aggiornamento 2018 al Piano Nazionale Anticorruzione, in conformità a quanto previsto dalla legge 6 novembre 2012, n. 190 «Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione», l'Autorità ha adottato il presente Aggiornamento 2018 al Piano Nazionale Anticorruzione 2016 (PNA). Esso costituisce atto di indirizzo per le pubbliche amministrazioni e per gli altri soggetti tenuti all'applicazione della normativa, ha durata triennale e viene aggiornato annualmente.

In particfolare, sono stati scelti alcuni settori di attività e tipologie di amministrazioni che, per la peculiarità e la rilevanza degli interessi pubblici trattati, sono stati ritenuti meritevoli di un approfondimento, al fine di esaminare i principali rischi di corruzione e i relativi rimedi e di fornire supporto nella predisposizione dei PTPC alle amministrazioni coinvolte.

Un'ulteriore analisi ha riguardato l'individuazione di modalità semplificate di attuazione degli obblighi in materia di pubblicità, trasparenza e prevenzione della corruzione per i Comuni di piccole dimensione, in attuazione di quanto previsto all'art. 3, co. 1-ter, del d.lgs. 33/2013, introdotto dal d.lgs. 97/2016, secondo cui l'Autorità può, con il PNA, prevedere misure di semplificazione per i comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti.

In particolare sono state fornite indicazioni alle amministrazioni sulle modalità di adozione annuale del PTPC; richiamati gli obblighi in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza posti in capo alle società e agli enti di diritto privato; presentata una ricognizione dei poteri e del ruolo che la normativa conferisce al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) e i requisiti soggettivi per la sua nomina e la permanenza in carica; chiariti alcuni profili sulla revoca del RPCT e sul riesame da parte dell'Autorità; affrontato il tema dei rapporti fra trasparenza, intesa come obblighi di pubblicazione, e nuova disciplina della tutela dei dati personali introdotta dal Regolamento UE 2016/679 e il rapporto tra RPCT e Responsabile della protezione dei dati (RPD); date indicazioni sull'applicazione dell'ipotesi relativa alla c.d. "incompatibilità successiva" (pantouflage) e sull'adozione dei codici di comportamento da parte delle amministrazioni; affrontati alcuni profili relativi all'attuazione della misura della rotazione del personale.

ANAC, DELIBERA N.1074, 21 NOVEMBRE 2018

ALLEGATO 1

ALLEGATO 2

11-12-2018 EDILIZIA: LA C.I.L.A. NON PUÒ ESSERE OGGETTO DI VALUTAZIONE DI AMMISSIBILITÀ DI UN INTERVENTO

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, con sentenza n.2052 del 29 novembre 2018 si è pronunciato in merito ad una questione concernente i poteri dell'Amministrazione sulla comunicazione di inizio attività asseverata ex art. 6-bis del Dpr. n. 380/01 (c.d. "Cila"). Nella fattispeice, la ricorrente impugna il provvedimento di inizio attività asseverata ex art. 6-bis D.P.R. n. 380/2001 -c.d. c.i.l.a. rigettato dal Comune e riguardante interventi di manutenzione straordinaria di un immobile. La determinazione di diniego dell'Ente, si fonda sulla ritenuta abusività dell'immobile.

I Giudici, evidenziano che la c.i.l.a. è stata introdotta dall'art. 3, comma 1, lett c), D. Lgs. n. 222/2016, ha carattere residuale, poiché applicabile agli interventi non riconducibili tra quelli elencati agli artt. 6, 10 e 22 D.P.R. n. 380/2001 e riguardanti, rispettivamente, l'edilizia libera, le opere subordinate a permesso di costruire e le iniziative edilizie sottoposte a s.c.i.a.

In base, inoltre, alle prime pronunce giurisprudenziali, la c.i.l.a. è ritenuta atto avente natura privatistica, come tale non suscettibile di autonoma impugnazione innanzi al g.a.

Il Consiglio di Stato, operando un raffronto con la s.c.i.a, rileva inoltre come l'attività assoggettata a c.i.l.a. non solo è libera, come nei casi di s.c.i.a., ma, a differenza di quest'ultima, non è sottoposta a un controllo sistematico, da espletare sulla base di procedimenti formali e di tempistiche perentorie, ma deve essere soltanto conosciuta dall'amministrazione, affinché essa possa verificare che, effettivamente, le opere progettate importino un impatto modesto sul territorio, conseguendo a ciò che si è davanti ad un confronto tra un potere meramente sanzionatorio (in caso di c.i.l.a.) con un potere repressivo, inibitorio e conformativo, nonché di autotutela (con la s.c.i.a.)".

Quindi, la c.i.l.a. inoltrata dal privato alla P.A. non può essere oggetto di una valutazione in termini di ammissibilità o meno dell'intervento da parte dell'amministrazione comunale ma, al contempo, a quest'ultima non è precluso il potere di controllare la conformità dell'immobile oggetto di c.i.l.a. alle prescrizioni vigenti in materia. Pertanto, il provvedimento di diniego della c.i.l.a., adottato dalla amministrazione resistente, è nullo ai sensi dell'art. 21-septies, L. n. 241/1990, poiché espressivo di un potere non tipizzato nell'art. 6-bis D.P.R. n. 380/2001, salva e impregiudicata l'attività di vigilanza contro gli abusi e l'esercizio della correlata potestà repressiva dell'Ente territoriale.

CONSIGLIO DI STATO, SENTENZA N.2058, 29 NOVEMBRE 2018

11-12-2018 A DICEMBRE ONLINE LA BANCA DATI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE DI RGS REALIZZATA CON IL DESIGN THINKING IL NUOVO PORTALE OPEN-BDAP

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Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con comunicato del 10 dicembre 2018 ha reso noto che sarà online la Banca Dati delle Amministrazioni pubbliche di RGS realizzata con il DESIGN THINKING, il nuovo Portale Open-BDAP (Banca dati amministrazioni pubbliche). L'utilizzo della metodologia del Design Thinking consente di mettere a fattor comune, in un habitat estremamente creativo, competenze interne, apporti specialistici esterni ed opinioni degli stakeholder, un cambiamento all'interno dell'organizzazione per migliorare la capacità di gestire la domanda di innovazione.

La nuova versione del sito, di prossima pubblicazione, è stata realizzata con l'intento di migliorare le modalità di rappresentazione e consultazione dei dati di contabilità e finanza pubblica, favorendone la comprensione da parte di cittadini, istituzioni e imprese.

MEF, COMUNICATO, 10 DICEMBRE 2018

11-12-2018 A DICEMBRE ONLINE LA BANCA DATI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE DI RGS REALIZZATA CON IL DESIGN THINKING IL NUOVO PORTALE OPEN-BDAP

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Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con comunicato del 10 dicembre 2018 ha reso noto che sarà online la Banca Dati delle Amministrazioni pubbliche di RGS realizzata con il DESIGN THINKING, il nuovo Portale Open-BDAP (Banca dati amministrazioni pubbliche). L'utilizzo della metodologia del Design Thinking consente di mettere a fattor comune, in un habitat estremamente creativo, competenze interne, apporti specialistici esterni ed opinioni degli stakeholder, un cambiamento all'interno dell'organizzazione per migliorare la capacità di gestire la domanda di innovazione.

La nuova versione del sito, di prossima pubblicazione, è stata realizzata con l'intento di migliorare le modalità di rappresentazione e consultazione dei dati di contabilità e finanza pubblica, favorendone la comprensione da parte di cittadini, istituzioni e imprese.

MEF, COMUNICATO, 10 DICEMBRE 2018

11-12-2018 PUBBLICATO BANDO DA 1,3 MILIONI DI EURO PER ATTIVITÀ DI EDUCAZIONE AMBIENTALE

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Il Ministero dell'Ambiente, con comunicato del 7 dicembre 2018 ha reso noto che è stato pubblicato il bando da 1,3 milioni di euro per proposte di attività di educazione ambientale, che dovranno essere coerenti con i principi e gli impegni espressi nella Carta dell'educazione ambientale approvata nel novembre 2016, e con la strategia 'plastic free' avviata dal Ministero dell'Ambiente.

Stanziamento che "rappresenta il primo passo verso l'obiettivo dichiarato di far entrare l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado". Sono ammesse le seguenti linee progettuali:

- qualità dell'aria ed energia pulita

- valorizzazione della biodiversità

- raccolta differenziata dei rifiuti e lotta alle ecomafie

I progetti dovranno contenere un budget analitico ed una descrizione dettagliata del richiedente e dei partner, l'ammontare complessivo del singolo contributo non potrà essere superiore a 30mila euro, e le proposte dovranno essere presentate entro il 20 gennaio 2019.

MINISTERO DELL'AMBIENTE, COMUNICATO, 7 DICEMBRE 2018

10-12-2018 CORSO DI FORMAZIONE AVANZATO SULLE SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE PUBBLICHE

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Il Consorzio I Castelli della Sapienza in collaborazione con la Fondazione Logos PA per il 12 dicembre 2018 ha organizzato un corso di formazione avanzato sulle società a partecipazione pubbliche, presso la Sala Conferenze del Consorzio "I Castelli della Sapienza", in Vicolo dei Fiori, 3 - Valmontone, dalle ore 9.00 alle ore 14.00.

Sarà presente per i saluti:

ANGELO ROSSI – Presidente del CdA del Consorzio I Castelli della Sapienza.

Relatori

EBRON D'ARISTOTILE - Dottore Commercialista - Revisore Legale - Dirigente Servizio bilancio Regione Abruzzo - Professore a contratto di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche presso la Facoltà di Economia di Pescara, Università G. D'Annunzio Chieti Pescara.

Per partecipare è necessario compilare la scheda di iscrizione presente nella locandina ed inviarla tramite fax al numero 06/88970252.

Per i Comuni del consorzio la partecipazione è gratuita.

Scarica la LOCANDINA.

10-12-2018 VALIDITA' DELLA FIRMA DIGITALE IN PDF

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La Corte di Cassazione, con sentenza n. 30927 del 29 novembre 2018 si è pronunciata in rodine ad una questione concernente la validita della firma digitale in pdf.Nella fattispecie, il ricorrente eccepisce l'eccezione di nullità del controricorso, della relata di notifica e dell'attestazione di conformità degli atti notificati in forma telematica agli originali, in quanto i file pdf sarebbero stati firmati in formato "pades" e con "cades" e privi dell'estensione "p7m", mancherebbe la firma digitale dell'attestazione di conformità con conseguente nullità della procura, insuscettibile di sanatoria ex art.156 c.p.c.

La questione sollevata dal ricorrente è stata rimessa alle Sezioni Unite con cui si chiedeva al Supremo collegio di stabilire se la firma CADES del documento informatico, contenente anche la procura speciale indispensabile per la ritualità del ricorso o del controricorso in sede di legittimità, fosse una prescrizione sulla forma dell'atto indispensabile al raggiungimento dello scopo ai sensi dell'art.156 c.p.c.

La fattispecie esaminata dalle Sezioni Unite riguardava un controricorso recante il medesimo caso posto all'esame del collegio, ovvero di una procura speciale e relazione di notifica firmati digitalmente e notificati mediante un rapporto PEC contenente gli estremi identificativi di tre allegati con suffisso PADES, vale a dire sottoscritti con «firma PDF». Secondo il Collegio rimettente, tale modalità dovrebbe ritenersi invalida, trattandosi di un documento, non creato interamente e ab origine su supporto informatico, ma articolato anche su di una parte analogica.

Pertanto, è escluso che le disposizioni vigenti comportino in via esclusiva l'uso della firma digitale in formato CAdES, laddove, al contrario il formato PAdES è da ritenersi equivalente ed egualmente ammesso dall'ordinamento, sia pure con differente estensione. La firma digitale in formato PAdES, più nota come "firma PDF", è un file con normale estensione ".pdf", leggibile con i comuni readers disponibili per questo formato. Vi è quindi, secondo le norme euro unitarie, la piena equivalenza delle firme digitali nei formati CAdES e PAdES.

Si deve escludere che le disposizioni tecniche tuttora vigenti, anche a livello di diritto dell'UE, comportino in via esclusiva l'uso della firma digitale in formato CAdES, rispetto alla firma digitale in formato PAdES. La Corte ha, inoltre, osservato, che non vi sono elementi obiettivi per poter ritenere che solo la firma in formato CAdES offra garanzie di autenticità, tanto che nel processo amministrativo telematico, per ragioni legate alla piattaforma interna, è stato adottato il solo standard PAdES. Ne consegue la piena validità dell'atto e, conseguentemente, della procura alle liti, controfirmate dal difensore con firma digitale in formato PAdES, con la consueta estensione "pdf".

CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA N.30927, 29 NOVEMBRE 2018