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11-05-2018 DURC IRREGOLARE DELL’IMPRESA AUSILIARIA:PUÒ ESSERE REGOLARIZZATO?

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Il Consiglio di Stato, con sentenza 2527 del 26 aprile 2018 si è pronunciato in merit6o alla richiesta di riforma della sentenza del Tar, in particolare, a seguito di un accesso ai documenti da parte della seconda classificata nell'ambito di una procedura di gara, veniva a conoscenza del fatto che nella fase di verifica dei requisiti precedente l'aggiudicazione definitiva, la stazione appaltante aveva constatato la situazione di irregolarità contributiva della prima classificata e che pertanto, aveva richiesto la regolarizzazione, fissando un termine di 15 giorni. Pertanto, la seconda classificata proponeva ricorso al Tar, per l'annullamento dell'aggiudicazione definitiva, sostenendo che la stazione appaltante non avrebbe potuto richiedere all'aggiudicataria di attivarsi per la regolarizzazione del Durc presentato dall'ausiliaria, ma avrebbe dovuto escluderla dalla procedura.

Secondo il TAR, l'invito alla regolarizzazione da parte della stazione appaltante sarebbe corretto perché fondato sulla circostanza che l'irregolarità contributiva si riferiva agli anni 2012-2013, per i quali era già stato emesso un Durc positivo negli anni 2015 - 2017, onde la società era in buona fede nel ritenere di non essere debitrice di somme.

I giudici del Consiglio di Stato, ribaltano la pronuncia del Tar, sostenendo che la stazione appaltante che, in sede di verifica del possesso dei requisiti dichiarati, riceve un Durc irregolare è tenuta ad escludere l'operatore dalla procedura, revocando l'aggiudicazione eventualmente effettuata, senza procedere all'invito alla regolarizzazione,

Ai sensi dell'articolo 89, comma 3 del d.lgs 50/2016, "La stazione appaltante verifica, conformemente agli articoli 85, 86 e 88, se i soggetti della cui capacità l'operatore economico intende avvalersi, soddisfano i pertinenti criteri di selezione o se sussistono motivi di esclusione ai sensi dell'articolo 80. Essa impone all'operatore economico di sostituire i soggetti che non soddisfano un pertinente criterio di selezione o per i quali sussistono motivi obbligatori di esclusione".

La pronuncia costituisce una novità recependo la previsione dell'art. 63 dir. 24/2014/UE, per cui: "L'amministratore aggiudicatrice può imporre o essere obbligata dallo Stato membro a imporre che l'operatore economico sostituisca un soggetto per il quale sussistono motivi non obbligatori di esclusione" con ampliamento dell'ambito di operatività a tutti i motivi di esclusione di cui all'art. 80.

CDS, SENTENZA N.2527, 26 APRILE 2018