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12-10-2018 PERMESSO DI COSTRUIRE: E' ONERE DELLA P.A. ACCERTARE LA LEGITTIMAZIONE A CHIEDERE IL TITOLO EDILIZIO

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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, con sentenza n. 924 del 28 settembre 2018 si è pronunicato in merito alla richiesta annullamento del permesso di costruire nella parte in cui era stata concessa ad una società controinteressata la costruzione, a seguito di richiesta di variante, di un muro e di un cancello che interesserebbero, inglobandola, un'area di circa dieci metri quadrati di proprietà della ricorrente stessa.

L'area di proprietà della esponente, che sarebbe stata "invasa" qualora la società titolare del permesso avesse proceduto all'esecuzione dei lavori assentiti, riguardava lo slargo posto all'ingresso del campeggio ed utilizzato per manovra e passaggio degli autoveicoli.

Secondo la ricorrente, il Comune avrebbe dovuto sospendere i lavori per ciò che attiene la costruzione riguardante l'area di sua proprietà, per poi provvedere all'annullamento del titolo.

In particolare, la ricorrente lamenta che l'Amministrazione comunale, nel rilasciare alla controinteressata il titolo edificatorio, abbia omesso di verificare l'effettiva disponibilità, in capo a quest'ultima, delle aree interessate dall'attività di trasformazione.

Il Tar, richiama onsolidati principi elaborati dalla giurisprudenza secfondo cui:

- premesso che ai sensi dell'art. 11, comma 1, del T.U. edilizia di cui al D.P.R. 380/2001, il permesso di costruire è rilasciato al proprietario dell'immobile o a chi abbia titolo per richiederlo, la legittimazione attiva a chiedere il rilascio di un titolo abilitativo edilizio si configura in capo non solo al proprietario del terreno, ma pure al soggetto titolare di altro diritto di godimento del fondo, che lo autorizzi a disporne al riguardo,

- vi è l'onere dela PA di accertare che l'istante sia il proprietario dell'immobile oggetto dell'intervento costruttivo o che, comunque, ne abbia un titolo di disponibilità sufficiente per eseguire l'attività edificatoria.

Inoltre, la recente giurisprudenza del Consiglio di Stato è allineata nel senso che l'Amministrazione, quando venga a conoscenza dell'esistenza di contestazioni sul diritto del richiedente il titolo abilitativo, debba compiere le necessarie indagini istruttorie per verificare la fondatezza delle contestazioni, senza però sostituirsi a valutazioni squisitamente civilistiche.

Nella fatispecie, il Comune ha omesso anche il minimo controllo sulla legittimazione dei richiedenti la concessione edilizia a disporre, in virtù di un titolo, dell'intera area.

TAR, SENTENZA N.924, 28 SETTEMBRE 2018