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10-01-2019 AFFIDAMENTO DI SERVIZI LEGALI

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La Corte dei Conti, Sezione Regionale di Controllo per l'Emilia-Romagna, con deliberazione n.144 dell'11 dicembre 2018 si è espressa in ordine ad un parere posto da un Sindaco, concernente l'affidamento di servizi legali.

La Corte, osserva che la materia, è stata rivista alla luce dell'entrata in vigore, del d.lgs.18 aprile 2016, n. 50, inoltre, di recente sono state approvate dall'Anac, con delibera n. 907 del 24 ottobre 2018, le linee guida n. 12/2018.

A decorrere dall'entrata il vigore del d. lgs. n. 50/2016, il singolo incarico di patrocinio legale, conferito in relazione a una specifica lite, è sottoposto al regime di cui all'art. 17 che considera come contratto escluso la rappresentanza legale di un cliente, da parte di un avvocato, in un procedimento giudiziario dinanzi a organi giurisdizionali, nonché la consulenza legale fornita in preparazione di detto procedimento.

l'affidamento a un legale al di fuori degli stessi non potrebbe essere giustificato dall'assoluta particolarità della controversia, se non nei limiti in cui sia stata accertata e rigorosamente motivata l'assenza, negli elenchi, di professionisti idonei a svolgere l'incarico. Ovviamente, l'ente deve dare dettagliatamente conto, nell'atto di affidamento, dell'esito della verifica sulla mancanza della professionalità tra quelle in elenco. Altro caso in cui la pubblica amministrazione può legittimamente procedere a un affidamento diretto è quello in cui vi sia un a consequenzialità tra incarichi, come in caso dei diversi gradi di giudizio, oggetto del servizio legale positivamente concluso. In caso di consequanzialità, occorre che l'amministrazione si riservi, già nell'avviso relativo all'affidamento di tale incarico, tale possibilità. Ovviamente, l'amministrazione dovrà comunque assicurare l'equa ripartizione degli incarichi, allo scopo di evitare il consolidarsi di rapporti con alcuni professionisti.

Le pubbliche amministrazioni di piccole dimensioni, sprovviste di un proprio ufficio legale, infatti, in ragione del limitato numero di contenziosi da affidare, nonché della eterogeneità delle materie di volta in volta in rilievo, nella generalità dei casi possono più utilmente ricorrere all'affidamento di singoli incarichi di patrocinio legale, di volta in volta a un avvocato, scelto tra quelli in lista, qualificato per la specifica materia.In conclusione, la Corte evidenzia che anche dopo l'emanazione del nuovo codice dei contratti pubblici, l'ente deve preliminarmente operare una ricognizione interna finalizzata a verificare l'impossibilità, da parte del personale interno, a svolgere l'incarico.

CORTE DEI CONTI, DELIBERAZIONE N. 144, 11 DICEMBRE 2019