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07-02-2019 AMMINISTRATORI ENTI LOCALI: INDENNITÀ DI FUNZIONE E GETTONI DI PRESENZA

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La Corte Dei Conti sezione regionale di controllo per il Piemonte, con deliberazione n.145 dell'11 dicembre 2018 si è espressa in ordine alla richiesta di parere da parte di un Ente, circa la possibilità per la stessa persona, rivestendo contemporaneamente la carica di consigliere comunale presso un comune e di componente della giunta presso altro comune, di cumulare i gettoni di presenza, percepiti in relazione alla carica di consigliere comunale, e l'indennità di funzione, percepita in qualità di componente della giunta.

I Giudici, in merito evidenziano che il Testo unico degli enti locali, nel disciplinare lo status degli amministratori locali, prevede, per quel che rileva ai fini dell'esame del quesito proposto, che i componenti degli organi esecutivi dei comuni percepiscano un'indennità di funzione e che i consiglieri comunali abbiano diritto ad un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni. Circa la possibilità di cumulo dei due emolumenti, mentre il comma 5 dell'articolo 82 esclude a tutt'oggi la cumulabilità delle indennità di funzione, il comma 6, che consentiva espressamente il cumulo dell'indennità di funzione e dei gettoni di presenza quando fossero dovuti per mandati elettivi presso enti diversi, è stato espressamente abrogato dall'art. 2, comma 25, della legge n. 244/2007.

Sulla natura dell'intervento legislativo del 2010 si è espressa la Sezione regionale di controllo per la Sardegna, secondo cui "il legislatore utilizzando l'espressione di "organi appartenenti a diversi livelli di governo" ha voluto inserire una norma di chiusura all'interno dell'art. 5 del L. n. 122/2010, dedicato alla "Riduzione del costo degli apparati politici e amministrativi", riferendosi indistintamente ai diversi livelli di governo anche propri di Enti diversi e che il termine generico di "emolumento" ricomprenda qualsiasi compenso sia a titolo di indennità di funzione che di gettone di presenza".

Tale interpretazione risulta, inoltre, coerente con l'intenzione del legislatore il quale, con le numerose modifiche che si sono succedute sin dalla finanziaria 2008, ha perseguito la ratio unitaria di limitare i costi della rappresentanza politica e di assicurarne la compatibilità con gli equilibri di bilancio, mirando ad escludere che possano ritenersi esistenti spazi per la cumulabilità degli emolumenti.

CORTE DEI CONTI, DELIBERAZIONE N.145, 11 DICEMBRE 2018