Il Garante regionale dei diritti della persona istituito presso il Consiglio Regionale del Veneto formulava al Garante per la protezione dei dati personali una richiesta di parere in ordine ad un provvedimento di diniego di una istanza di accesso civico generalizzato che aveva adottato un comune locale.
In particolare, un soggetto istante aveva presentato ad un comune della regione Veneto una richiesta di accesso civico relativa alle manifestazioni di interesse che gli attuali membri della commissione consultiva della mobilità del predetto comune avevano inviato al sindaco, per poter essere nominato nella suddetta commissione.
Il comune aveva rigettato la richiesta di accesso civico alla suddetta documentazione relativa ai membri della commissione, in quanto all’interno delle manifestazioni di interesse alla nomina di membro della commissione consultiva per la mobilità del Comune, erano contenuti i dati anagrafici e di cittadinanza, la dichiarazione di godimento dei diritti civili e politici, i dati relativi alla conoscenza sul funzionamento della commissione e alla maturata esperienza e competenza in materia, nonché i curricula dei suddetti membri della commissione. In considerazione di ciò, secondo l’ente locale non era possibile procedere alla diffusione di tali dati senza un espresso consenso da parte degli interessati.
Il soggetto istante, ritenendo illegittimo il rifiuto all’ostensione dei documenti richiesti da parte del comune, aveva presentato un ricorso al garante regionale dei diritti della persona, insistendo nella propria richiesta di accesso civico e precisato che i dati in questione non potevano ritenersi informazioni sensibili e che il comune avrebbe comunque potuto oscurare i dati personali degli interessati.
Il garante regionale aveva così formulato all’autorità in materia di protezione dei dati personali la richiesta di un proprio parere in merito all’istanza di accesso civico in questione.