Esponeva la Procura che la decisione della Giunta di giungere alla riorganizzazione dell’Ufficio di staff del Sindaco, la cui composizione era rimasta inalterata da oltre 18 anni, veniva assunta al fine di ovviare all’impossibilità di confermare al rag. X, fino a quel momento dipendente dell’ente di cat. D5 con incarico dirigenziale ex art. 110 TUEL, l’incarico medesimo, stante la carenza del necessario titolo di studio ed in relazione al quale era nota la pendenza innanzi alla Procura regionale della Corte dei conti di un procedimento a carico del precedente Sindaco, conclusosi con sentenza di condanna di questa Corte n. 182/2019.
Come peraltro ampiamente messo in evidenza da un consolidato orientamento delle Sezioni regionali di controllo di questa Corte, appare evidente che la stipula di un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato è possibile allorché il soggetto individuato non sia già dipendente dell’ente, poiché, qualora ricorra, invece, il caso opposto, il rapporto di lavoro subordinato è già costituito ed il soggetto risulta già incardinato nell’organico dell’ente (ex multis Sez. reg. contr. Piemonte n. 312/2013/PAR; Sez. reg. contr. Basilicata n. 38/2018/PAR).
Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per il Veneto, sentenza n. 114 del 9 ottobre 2023